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Gite,Uscite e Pellegrinaggi (10)

Mercoledì, 07 Febbraio 2018 21:21

GITA A TORINO 1-3 SETTEMBRE 2018

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Mercoledì, 07 Febbraio 2018 21:07

GITA IN GRECIA 20-27 APRILE 2018

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TUTTI I POSTI SONO ESAURITI.

Venerdì, 01 Dicembre 2017 19:06

FOTO DIARIO RUSSIA

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Venerdì, 01 Dicembre 2017 19:06

FOTO DIARIO RUSSIA

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Sabato, 16 Settembre 2017 15:22

Programma e condizioni Pellegrinaggio in Grecia 2018

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PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE

In Grecia: sulle orme di San Paolo (2)

Pellegrinaggio biblico. 20-27 aprile 2018

 

 

ISCRIZIONI

 

  1. In canonica dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00
  2. da LUNEDì 25 SETTEMBRE fino a SABATO 14 OTTOBRE  per i soli parrocchiani di Paese e/o fino ad esaurimento posti.
  3. da LUNEDì 16 OTTOBRE per eventuali residenti fuori parrocchia.
  4. all'atto di iscrizione si deve versare l'anticipo di 500 euro (o bonificare all'IBAN della Parrocchia IT43L0585661900135571296530) e portare copia di documento di identità.
Sabato, 15 Ottobre 2016 17:13

GITA RUSSIA 2017

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RUSSIA

San Pietroburgo - Mosca - Anello d’Oro

20 Aprile 2017 - 28 Aprile 2017

(9 giorni - 8 notti)

Viaggio in Russia

“Se la donna mette la freccia a destra non è detto che giri a sinistra, potrebbe andare dritto”. Con questa sottile ironia, che desta l’ilarità dei trasportati, Pavel, la guida turistica, giustifica i continui cambi di corsia dell’autista del pullman che si destreggia tra il caotico traffico moscovita. I turisti sono di Paese. Li accompagna il parroco don Giuseppe Tosin, dal 20 al 28 aprile, coadiuvato dall’efficientissima Silvia Biscaro, rappresentante di “Noi-Oratorio Don Bosco”, l’associazione organizzatrice dell’evento. Viaggio ben organizzato e puntuale – da Venezia a San Pietroburgo, via Francoforte –, senza fastidiosi intoppi, guide generalmente preparatissime, e non manca nemmeno una spassosa serata folcloristica. Unica pecca, se così si può dire, sono i pullman turistici russi, il cui standard igienico lascia un po’ a desiderare. Non se ne fanno un cruccio i quarantacinque di Paese, presi come sono dalla curiosità e dalla bellezza dei luoghi che visitano. Sono venuti in Russia per ammirare i tesori artistici, culturali, religiosi e paesaggistici, ma soprattutto per scoprire l’anima di questo immenso Paese e notare che i russi sono come tutti gli altri europei. Certo c’è Russia e Russia, perché un conto sono le ricche e frenetiche metropoli come Mosca e San Pietroburgo, con gli enormi palazzi e grattacieli di varie epoche, con fabbriche e uffici, strade a quattro corsie per senso di marcia percorse da lussuose automobili, e un conto è l’entroterra dove la gente cerca di sopravvivere con quel poco che ricava da un terreno per lunghi mesi coperto di ghiaccio, destreggiandosi tra strade fangose con mezzi molto modesti. Per i contadini, infatti, poco è cambiato dai tempi della servitù della gleba.

I russi hanno vissuto varie rivoluzioni e stanno cercando di dimenticare l’oscurantismo sovietico che li aveva lasciati indietro rispetto all’Occidente. Ora sembra abbiano recuperato in vari settori,  rivelandosi molto avanti, forse primi culturalmente, memori di aver avuto dei grandissimi letterati. Le scuole sono di ottimo livello e funzionano bene. Ne sanno qualcosa Ludmila e Oleg emigrati qualche anno fa a Montréal in Canada con la figlia Yana, un viaggio costato un patrimonio in denaro ed energie psichiche. Hanno resistito laggiù per un anno e mezzo poi sono ritornati perché incapaci di abituarsi a “una società troppo individualista e a una scuola di tipo settoriale che impedisce di farsi una vera e profonda cultura generale”. Passa un tram e si può vedere un’anziana seduta che legge un libro, una giovane che studia da un tablet e un ragazzo che smanetta con lo smartphone. È la conferma che la cultura è palpabile ovunque e viene da governanti illuminati oltre che da tradizioni sopravvissute a tutte le rivoluzioni.

La Russia è stata retta da grandi personaggi, principi e zar, che ne hanno caratterizzato la storia, basti pensare a Pietro il Grande, i Rurik e i Romanov, all’imperatrice Caterina II. Questa ha voluto alla sua corte i migliori intellettuali, artisti, scrittori, musicisti, progettisti europei, italiani compresi, le cui opere si rispecchiano ora nei palazzi dell’ex Leningrado, nell’immensa raccolta di meraviglie custodite all’Hermitage e al Museo degli Impressionisti. Tutti possono ammirare e fotografare le opere d’arte perché la conoscenza e la bellezza non devono conoscere restrizioni, al contrario devono essere appannaggio di tutti. Ottimo anche il cibo. La politica è snobbata dalla gente comune e oggetto di rassegnata ironia perché, in fondo, anche se c’è stata una certa apertura, a governare sono sempre gli stessi che si sono astutamente riciclati.

Ma il viaggio dei paesani aveva pure un rivolto religioso. La Russia, che ha avuto anche tanti santi importanti ammirabili nelle antiche icone, è costellata di chiese e monasteri ortodossi, che sono dei veri gioielli. Tuttavia, ci assicura Veronica, guida turistica a San Pietroburgo, molti sono i credenti ma pochi i praticanti, perché i lunghi riti si svolgono oltre la porta santa dell’iconostasi con i fedeli che assistono in piedi, senza poter partecipare attivamente. A poco servirebbe ribattere che ciò accade anche fuori della Russia dove le cerimonie sono molto brevi. Non saranno tuttavia queste diversità un ostacolo per l’unità dei cristiani.

Il tempo è inclemente, nevica e fa freddo nonostante si sia alla fine di aprile. Le perturbazioni arrivano direttamente dal Golfo di Finlandia senza incontrare ostacoli. Lungo i percorsi dell’Anello d’Oro la vita appare più abbordabile. Città come Yaroslavl, Kostroma, Vladimir e Suzdal si manifestano tranquille e non è raro incontrare qualche italiano che ha fatto fortuna insediandosi lungo la Neva o il Volga. In Russia la maggior parte dei pensionati non riesce ad arrivare a fine mese e soprattutto le vedove sono costrette a lavorare nei musei o a inventarsi qualcosa per campare. Fuori dai grandi itinerari si notano le baraccopoli mimetizzate da barriere artificiali su cui si alza qua e là qualche filo di fumo rivelatore. Guardando oltre il finestrino del treno che da San Pietroburgo ci porta a Mosca, si respira una certa pace perché oltre il bosco l’orizzonte si allarga a perdita d’occhio sulla steppa in disgelo. Si corre per centinaia di chilometri incontrando piccoli villaggi agricoli con dom e izbe assai modeste. Però i più ricchi, che spesso coincidono con i burocrati, possiedono una dacia in campagna o nel bosco per trascorrere i fine settimana.

Il viaggio volge al termine, si va in pullman verso l’aeroporto Borodino sulla Rusakovskaya street. Otto giorni sono volati senza accorgersene. Il pensiero ritorna alla più bella metropolitana del mondo, a Petrodvoretz la “Versailles” russa, alle statue del Canova, alle distese di palazzi staliniani e di altre epoche, agli inestimabili edifici della Chiesa Ortodossa che fa capo al Patriarcato di Mosca, all’immensa Piazza Rossa, ai grandi fiumi navigabili, alle ardite ciminiere del riscaldamento centralizzato, retaggio dell’Unione Sovietica, alle migliaia di chilometri percorsi su e giù per le montagne russe dove la natura regna sovrana. Già, la natura... Domina perfino sui cimiteri, con i tumuli su cui è piantata una croce che si levano fra le betulle e gli abeti perché, pur essendo una terra ricca di foreste, all’Est c’è un grande rispetto per l’ambiente e nessuna pianta viene tagliata se non è necessario. Le piante sono la vita, e lì, secondo il concetto russo, si deve restituirla.

                                                                                                                                                                                                                                               Mariano Berti